Dichiarazione di Vancouver

Siamo dei consumatori di droga provenienti dai diversi angoli del pianeta. Siamo stati stigmatizzati e marginalizzati. Siamo stati uccisi, feriti, messi in prigione, demonizzati e sterotipizzati come persone pericolose o come veri e propri rifiuti. Oggi è giunta l’ora di far sentire la nostra voce ai cittadini, di ristabilire i nostri diritti e di reclamare il diritto di essere i nostri porta-parola, operando per una nostra vera rappresentazione e autonomizzazione:
- Per permettere a coloro che consumano droga legalmente e illegalmente di poter partecipare e dire la loro in tutte le decisioni che concernono la loro vita
- Per promuovere una migliore comprensione delle esperienze delle persone che utilizzano illegalmente stupefacenti, e particolarmente l’impatto distruttivo delle politiche della droga sia sui consumatori che sui nostri concittadini non consumatori: elemento importante nello sviluppo locale, nazionale, regionale e internazionale delle politiche sociali.
- Per mettere al servizio le nostre competenze per educare gli altri, in particolar modo i nostri concittadini, preoccupati dalla droga e dai suoi effetti.
- Per permettere un accesso universale agli strumenti di riduzione del danno, inclusi:
- La sostituzione, le cure mediche legate all’utilizzo della droga
- Un acesso regolare ai farmaci nella quantità di cui abbiamo bisogno
- La disponibilità di strumenti per la riduzione del rischio, inclusi siringhe e strumenti per liberarsene in maniera sicura
- Assistenza tra pari e informazione oggettiva e giornaliera sulle droghe e la loro utilizzazione
- Creazione di sale di consumazione, necessarie per molti di noi
- Per instaurare i nostri diritti ad un’informazione oggettiva e pragmatica sulla droga, e i mezzi per proteggersi contro l’impatto potenzialmente negativo del suo uso attraverso un accesso universale ai servizi socio-sanitari in modo diffuso ed equo, sicuro, accessibile, che incoraggi le opportunità di alloggio e di impiego
- Fornire un supporto per la creazione di reti regionali ed internazionali di persone che convivono con il virus dell’HIV, l’epatite o altri tipi di gruppi per la riduzione del rischio, per assicurarsi che gli utilizzatori di droga siano inclusi in tutti i livelli di decisione e, in particolare, che possano dirigere questa organizzazione e rimborsare le nostre spese, tempo e competenze.
- Per rinnegare le legislazioni nazionali e le convenzioni internazionali che ci obbligano a vivere nella precarietà e nell’insicurezza.
Coscienti della difficoltà del costruire una tale rete, aspiriamo:
- A valorizzare e rispettare la diversità, riconoscere le nostre diverse competenze, conoscenze e capacità, e conservare un ambiente sicuro all’interno della rete, senza giudizi sulle droghe che consumiamo e come le consumiamo.
- Diffondere l’informazione a proposito del nostro lavoro, in modo da sostenere ed incoraggiare la creazione di gruppi di consumatori nei paesi e nelle comunità dove sono al momento assenti.
- Promuovere la tolleranza, la cooperazione e la collaborazione, sviluppando una cultura dell’integrazione e della democrazia partecipativa.
- Creare una cultura con dei principi democratici che incoraggino una partecipazione massima alle decisioni.
- Un’integrazione massima con un’attenzione particolare per coloro che sono i più vulnerabili alla discriminazione, che sia a causa del loro genere, del loro orientamento sessuale, la loro classe sociale o della loro religione.
- Assicurarsi che i consumatori di droga non siano incarcerati, e coloro che lo sono, abbiano accesso ad un trattamento almeno uguale a quello che ricevono normalmente al di fuori, per quello che concerne la loro salute e il loro trattamento sanitario, inclusa la sostituzione e la materiale riduzione del rischio. (siringhe, preservativi)
- Abolire la pena di morte e ogni trattamento inumano nei confronti dei consumatori di droga
Infine la ragione più profonda per la creazione di una tale rete sta nel fatto che nessun gruppo oppresso si è mai liberato senza l’aiuto delle persone coinvolte. Attraverso un’azione collettiva, combatteremo per cambiare le leggi locali, nazionali, regionali ed inernazionali sulla droga e proporre una politica sulla droga pragmatica ed oggettiva, che rispetti la dignità e i diritti delle persone, al posto di quel insieme di moralismo, stereotipi e menzogne.
30-04-2006, Vancouver, Canada
La rete internazionale di persone che utilizzano droga.

