Brasile, le politiche sulla droga dei candidati alle elezioni presidenziali

Source: Jeso Carneiro

In Brasile, la guerra alla droga ha alimentato la violenza e la corruzione, con vari gruppi che lottano per il controllo del traffico illegale di cocaina, attualmente stimato intorno ai 4.5 miliardi di dollari.

Negli ultimi anni, si è assistito a una crescente militarizzazione della polizia antidroga nel paese, dove i militari e la polizia hanno iniziato a collaborare insieme per irrompere, arrestare e, in molti casi, uccidere le persone sospettate di traffico di droga. Il tasso di omicidi del paese - 27 casi ogni 100.000 persone - è quattro volte più alto della media mondiale, e nettamente superiore a quello delle vicine Colombia, Bolivia e Perù, tutte grandi produttrici di cocaina.

In Brasile, sta aumentando il consumo domestico di droga e, nonostante gli sforzi legislativi per depenalizzare il possesso, gli utilizzatori di droga continuano a essere incriminati e incarcerati. Attualmente, il Brasile è al quarto posto nella lista dei paesi con la più grande popolazione carceraria.

La crisi dei diritti umani e quella sanitaria derivanti dalle politiche antidroga, rappresenteranno senza dubbio un aspetto di primaria importanza per la popolazione brasiliana alle elezioni generali del 7 ottobre. I tre candidati alle elezioni, Jair Bolsonaro, Fernando Haddad e Ciro Gomes, hanno espresso posizioni molto diverse su come intendono affrontare la questione.

AGGIORNAMENTO (8 ottobre): Jair Bolsonaro ha trionfato nel primo turno delle elezioni presidenziali. Dovrà affrontare Fernando Haddad nel secondo turno di votazioni, il 28 ottobre.

 

Jair Bolsonaro

 

Jair Bolsonaro, attualmente in testa ai sondaggi, è una figura che divide l'opinione pubblica. È stato definito come il “Trump brasiliano” per via delle sue opinioni di estrema destra e populiste. Il candidato si è espresso inequivocabilmente a favore di una repressione violenta delle persone coinvolte con la droga.

In numerose occasioni, Bolsonaro ha dichiarato che la polizia dovrebbe uccidere le persone sospettate di traffico di droga.

Bolsonaro ha tratto ispirazione dal presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, il cui approccio intransigente ha portato alla morte di più di 12.000 persone sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga. Bolsonaro ha dichiarato che Duterte “ha fatto la cosa giusta per il suo paese”.

Attualmente, l'esercito brasiliano è stato mobilitato per colpire i cartelli della droga, ma Bolsonaro desidera ulteriormente coinvolgere i militari nella guerra alla droga, dichiarando che «per le strade, e addirittura nelle scuole, i bandidos [banditi] vendono droga e fumano tranquillamente marijuana. Per questa ragione, sarebbe positivo inviare i militari nelle scuole».

 

Fernando Haddad

 

Fernando Haddad, ex sindaco di Sao Paulo, si è espresso a favore di un approccio più moderato per quanto riguarda la politica antidroga rispetto a Bolsonaro. Sebbene non abbia proposto di depenalizzare il possesso di droga, ha tuttavia proposto di considerare l'uso di droga come un problema di salute pubblica.

In un'intervista a El Pais, Haddad ha dichiarato che il suo partito – il Partito dei Lavoratori – affronta il problema dell'uso di droga come un “problema di salute pubblica”, e ha insistito sul fatto che «è necessario analizzare il problema da punto di vista più scientifico, pratico e meno fondamentalista, per raggiungere obiettivi concreti, come quello di migliorare la salute della popolazione».

Ha denunciato la criminalizzazione di massa delle persone che fanno uso di droga, e ha dichiarato che «stiamo ingannando le persone [facendogli credere] che stiamo lottando contro qualcosa. Non stiamo lottando contro niente, stiamo perdendo la guerra».

Quando era il sindaco di Sao Paulo, Haddad introdusse un programma controverso ma di grande successo per aiutare i senzatetto della città dipendenti dal crack. Come riportato da TalkingDrugs, il programma - Con le Braccia Aperte (De Braços Abertos) - ha fornito alla gente stanze d'albergo, pasti giornalieri, accesso alle strutture sanitarie e l'opportunità di lavorare in imprese di pulizia per guadagnare qualcosa. Un aspetto importante era che i beneficiari potevano accedere al programma senza che gli fosse imposto di astenersi dall'assumere droga. Nonostante il programma sia riuscito con successo a ridurre i danni derivanti dall'uso di droga, il successore di Haddad, João Doria, ha ridimensionato il programma.

 

Ciro Gomes

AGGIORNAMENTO (8 ottobre): Gomes non è più tra i candidati. Il secondo turno di votazioni si giocherà tra Bolsonaro e Haddad.

Ciro Gomes, candidato del Partito Democratico Laburista, ha trattato solo brevemente la questione, ma si è comunque espresso a favore della depenalizzazione.

In un'intervista rilasciata al giornalista Glenn Greenwald, Gomes ha affermato che “la politica della criminalizzazione della droga, ovvero la guerra alla droga, è un fallimento”.

«È un errore grossolano quello di incarcerare i giovani che non sono altro che piccoli pesci quando, in realtà, vengono venduti alla polizia dai grandi trafficanti, o lasciare che vengano uccisi e si trasformino in statistiche. Bisogna fermare le incarcerazioni».

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AGGIORNAMENTO (8 ottobre): Jair Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali. Sfiderà Fernando Haddad nel secondo turno di votazioni il 28 ottobre.