Francia, Un Rapporto Commissionato dal Governo potrebbe Depenalizzare l'uso di Tutte le Droghe

Il presidente Emmanuel Macron a favore della riforma della legge antidroga

Il presidente Emmanuel Macron a favore della riforma della legge antidroga (Source: Jeso Carneiro/Flickr)

Un nuovo rapporto parlamentare ha proposto diverse opzioni per modernizzare il processo penale francese, tra cui la depenalizzazione dell'uso di tutte le droghe, ma il governo deve ancora decidere sulla questione.

Due membri dell'Assemblea Nazionale – Eric Poulliat, deputato del partito centrista al governo En Marche, e Robin Reda, deputato del partito Repubblicano di centro-destra – sono stati incaricati dal governo, attraverso la Commissione di Legge dell'Assemblea Nazionale, di studiare le politiche antidroga del paese e proporre delle modifiche che potrebbero alleggerire il carico del sistema giudiziario penale. Malgrado abbiano redatto insieme il rapporto, i due deputati hanno presentato proposte diverse in merito alla riforma legislativa. Hanno così suggerito al governo di scegliere tra una delle due opzioni per far fronte al tema del possesso e consumo di droga per uso personale.

  • Il deputato Poulliat ha proposto di applicare una multa da 150 fino a 200 euro (tra le 132 e le 176 sterline) a chiunque venga trovato in possesso di droga. Se una persona non paga la multa entro il limite di tempo stabilito, andrà incontro ad azioni penali. Tale approccio rimette inoltre alla discrezionalità degli ufficiali di polizia la facoltà di perseguire legalmente o no qualcuno.
     
  • Il deputato Reda ha proposto di declassare l'uso e il possesso di droga al rango di contravvenzioni (“la contravention”), eliminando così la possibilità di procedere ad azioni penali. Chiunque trovato in possesso di droga è punito con una multa, e l'entità della multa potrebbe aumentare in caso di ripetute violazioni, ma non si configurerebbe mai come reato; in altre parole, la depenalizzazione dell'uso e possesso di droga.

Nonostante molti organi di stampa ritengano che il rapporto si concentri unicamente sulla depenalizzazione della cannabis, le modifiche legislative proposte interesseranno tutte le droghe attualmente considerate illegali. Benjamin Jeanroy – cofondatore e capo delle politiche antidroga dell'organizzazione riformista francese ECHO – ha riferito a Talkingdrugs che “La legge antidroga in Francia non fa distinzioni tra le sostanze illecite. Non esiste una distinzione legislativa tra la cannabis e qualsiasi altra droga, dunque non c'è il pericolo che il rapporto possa modificare solo la normativa sulla cannabis. Il fatto che le raccomandazioni interessino la legge riguardo tutte le droghe illegali è probabilmente l'aspetto cruciale del rapporto.”

Secondo il diritto francese, il possesso di droghe per uso personale è punibile fino a dieci anni di reclusione, o con una multa fino a 7,5 milioni di euro (6,6 milioni di sterline). Tuttavia, punizioni così severe vengono applicate raramente e spesso i reati di possesso vengono puniti con multe molto inferiori o con semplici avvertimenti. Ciononostante, ciascun agente di polizia gode di ampia discrezionalità nella gestione dei reati di droga, e a tale riguardo la polizia francese è stata accusata di atteggiamenti discriminatori, in particolare verso le persone di colore. È chiaro che, nel caso in cui una delle due raccomandazioni dovesse essere implementata, diminuirebbero di conseguenza anche le discriminazioni perpetrate dalla polizia per i reati di droga.

Jeanroy ha riferito a Talkingdrugs che la raccomandazione di Poulliat in particolare, invece di ridurre i danni causati dalla politica antidroga, rischia piuttosto di fomentare “le discriminazioni all'interno del sistema giudiziario penale, poiché continueranno a essere arrestate sempre le stesse persone per i reati di droga – in particolare i giovani dei quartieri più poveri. [La proposta di Poulliat] aumenterà le tensioni tra questa parte della popolazione e le forze di polizia”.

L'obiettivo che si prefissano entrambe le raccomandazioni di riforma è quello di decongestionare il sistema giudiziario penale – e non certo quello di legittimare l'uso e il possesso di droga. Robin Reda ha dichiarato che ridurre il numero di condanne per i reati di droga permetterà alla polizia e ai tribunali di concentrarsi sulla “lotta al narcotraffico”.

“Dobbiamo mobilitare le nostre forze dell'ordine e la giustizia alla ricerca di tutti i canali di distribuzione: dal semplice spacciatore di strada fino al capo della rete”, ha precisato. “Queste persone devono essere consegnate alla giustizia e spedite in prigione. Il narcotraffico è il male che mina molte delle nostre città.”

Il rapporto arriva nel momento in cui il governo del presidente Emmanuel Macron si prepara a intraprendere una modernizzazione del sistema giudiziario penale del paese, di cui la politica antidroga è un elemento integrante. Macron aveva sostenuto la depenalizzazione della cannabis prima di essere eletto, anche se la sua posizione attuale sulla riforma più ampia della legge sulla droga non è chiara. Nel suo libro del 2016, Révolution, aveva specificato che il “regime delle contravvenzioni [reati non penali] sarebbe sufficiente per sanzionare [l'uso di cannabis]”. Il suo ministro degli Interni, Gérard Collomb, aveva affermato nel maggio del 2017 che la cannabis sarebbe stata declassata al rango di reato non penale nel giro di pochi mesi, anche se quella riforma non è mai stata realizzata.

Il rapporto completo verrà presentato alla Commissione Legislativa per l'esame il 24 febbraio, e una delle due raccomandazioni potrebbe essere integrata nel più ampio progetto di riforma penale del governo, che verrà analizzato dal Parlamento nella primavera del 2018.