I Candidati Democratici sulla Cannabis e altre Politiche sulla Droga

La spinta per la riforma delle politiche sulla droga, in particolare la legalizzazione della cannabis, è diventata sempre più popolare fra la sinistra americana dall’elezione del 2016. Molti dei candidati al ruolo di sfidante di Trump nel 2020 hanno promesso riforme progressiste – ma per alcuni, i loro archivi non combaciano con la loro retorica.

Di seguito una breve panoramica su cosa alcuni dei principali candidati Democratici per la nomination del 2020 hanno avuto da dire sulle politiche sulle droghe…

 

Cory Booker

Il Senatore Cory Booker del New Jersey è un sostenitore di lunga data di una riforma progressista delle politiche sulle droghe.

In un’intervista “chiedetemi qualunque cosa” su Reddit, ha descritto la guerra alle droghe americana come un “fallimento assoluto che sta consumando grandi quantità del nostro tesoro nazionale e distruggendo le vite di milioni di persone che potrebbero, con le giuste politiche, essere molto più produttive nella nostra società”.

Separatamente, ha dichiarato che le persone trovate in possesso di droghe per uso personale dovrebbero essere “indirizzate verso un trattamento” piuttosto che ricevere multe o periodi di reclusione.

Ha denunciato l’implementazione disproporzionata su base razziale della guerra alle droghe, sottolineando come le persone Afroamericane o Latinos vengano incarcerate a tassi molto maggiori rispetto ai bianchi per reati di droga, “anche se gli Afroamericani e i Latinos commettono reati di droga in percentuali uguali a quelle dei bianchi”. È anche a favore dell’eliminazione di sentenze minime per chi commette reati di droga.

Booker è lo sponsor principale del Marijuana Justice Act, un disegno di legge che intende eliminare la proibizione federale della cannabis, e ha regolarmente supportato proposte di legge per proteggere i pazienti facenti uso di cannabis terapeutica dall’azione giudiziaria federale.

 

Tulsi Gabbard

La deputata Tulsi Gabbard delle Hawaii ha costantemente supportato riforme progressiste sulla cannabis, anche cofirmando una proposta di legge che porrebbe fine alla proibizione federale della cannabis, e facendo campagna per migliorare l’accesso alla cannabis terapeutica per i pazienti.

Ha denunciato la guerra alle droghe americana per aver messo “in prigione persone per aver fumato marijuana mentre ha permesso a corporations come Purdue Pharma, che sono responsabili per le morti legate agli oppiacei di migliaia di persone, di uscire indenni e con le casse piene”.

Nel 2018 si è unita al Senatore Bernie Sanders nell’introdurre una proposta di legge per ritenere responsabili le compagnie farmaceutiche di aver lucrato sulla crisi delle overdose di oppiacei negli Stati Uniti.

 

Kamala Harris

La Senatrice Kamala Harris della California ha avuto un approccio ambivalente alle politiche sulla droga negli ultimi anni.

Ha recentemente dichiarato di essere a favore dello “smantellamento della guerra alle droghe, che ha fallito – a partire dalla legalizzazione della marijuana”, il che ha marcato un grande cambiamento rispetto a quando – nel 2014 – aveva rifiutato di supportare una proposta di legge nel suo stato e aveva riso alla domanda di un reporter sul tema.

Durante i suoi sei anni come Attorney General della California, ha spinto per più formazione sul pregiudizio razziale fra i poliziotti, ma si è anche rifiutata di seguire gli sforzi di altri stati per rimuovere la cannabis dalla lista della DEA, l’agenzia antidroga, delle sostanze più pericolose.

Sulle questioni di diritto penale, la Harris è stata ampiamente criticata per il suo supporto ad approcci duri e punitivi. Come Attorney General della California, ha fatto appello contro l’abolizione della pena di morte, si è opposta alle indagini sulle sparatorie in cui sono coinvolti agenti, e ha supportato leggi aventi un impatto disproporzionato sulle comunità afroamericane, come riportato dal New York Times.

 

Amy Klobuchar

La Senatrice Amy Klobuchar del Minnesota si è schierata a favore della legge – proposta dalla Senatrice Elizabeth Warren – per proteggere gli stati che legalizzano la cannabis dall’interferenza federale, e ha supportato l’accesso alla cannabis terapeutica per i pazienti che ne hanno bisogno.

La Klobuchar ha anche supportato l’intensificazione dell’approccio proibizionistico degli Stati Uniti agli oppiacei illegali, in particolare il fentanyl. Nel 2017, è stata un co-sponsor dello STOP Act, che ha descritto come dare “alle forze di polizia gli strumenti di cui hanno bisogno per aiutare a frenare il traffico di droghe sintetiche e tenerle lontano dalle nostre comunità”. La proposta è stata sostenuta dal Presidente Trump che l’ha firmata per farla diventare legge nel 2018.

 

Bernie Sanders

Il Senatore Bernie Sanders del Vermont ha tendenzialmente supportato riforme progressiste delle politiche sulle droghe per molti decenni.

In una campagna senatoriale del 1972 in Vermont, si è impegnato ad “abolire tutte le leggi su aborto, droghe, e comportamenti sessuali”, anche se non manifesta più il suo supporto alla legalizzazione di tutte le droghe.

Sanders ha supportato a lungo le riforme sulla cannabis. Nel 1995 è stato cosponsor di un disegno di legge per legalizzare la cannabis terapeutica a livello federale, e – nel 2015 – ha proposto la prima proposta di legge della storia per porre fine alla proibizione federale della sostanza. Ha costantemente fatto campagna affinché tutti i reati non violenti relativi alla cannabis venissero cancellati dalla fedina penale nelle giurisdizioni dove la proibizione della cannabis è finita. La legalizzazione in tutto il paese è una pietra portante della sua campagna attuale.

Ha criticato la guerra alle droghe per aver danneggiato “milioni di vite attraverso l’arresto e l’incarcerazione di persone per crimini non violenti”, e ha duramente criticato l’approccio per l’impatto sproporzionato sulle persone afroamericane.

Si è anche opposto all’incarcerazione di persone per l’uso problematico delle droghe. Nel suo libro del 2016, Our Revolution, ha scritto: “le persone muoiono ogni giorno per overdose. Ma la soluzione non è imprigionare i tossicodipendenti. Dobbiamo trattare l’abuso di sostanze come una seria questione di salute pubblica piuttosto che come un problema penale, affinché tutte le persone – senza riguardo per il loro reddito – possano ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno.”

 

Elizabeth Warren

La Senatrice Elizabeth Warren del Massachusetts ha cofirmato numerose proposte di legge a favore di riforme progressive sulla cannabis, fra cui il Marijuana Justice Act, che intende porre fine alla proibizione federale della cannabis. La Warren non ha supportato il referendum del suo stato a favore della legalizzazione della cannabis nel 2016, ma sostiene da tempo l’accesso dei pazienti alla cannabis terapeutica. Adesso sostiene fermamente la legalizzazione dell’uso ricreativo della cannabis.

La Warren ha anche dimostrato un forte desiderio per una riforma più ampia della giustizia penale.

“Abbiamo bisogno di una riforma della giustizia penale e ne abbiamo bisogno adesso”, recita il suo sito. “Ciò significa porre fine alle disparità razziali nel nostro sistema giuridico. Significa abolire le prigioni private. Significa adottare sistemi di polizia di prossimità e demilitarizzare le nostre forze di polizia locale. Significa una comprensiva riforma delle sentenze e riscrivere le nostre leggi per decriminalizzare la marijuana.”

 

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Le primarie e i caucuses per la nomination Democratica cominceranno a inizio 2020.