L’Irlanda verso l’apertura di un “centro per il consumo”

L'interno del centro di consumo di Vancouver

L'interno del centro di consumo di Vancouver

C’è grande attesa per la possibile apertura a Dublino del primo Medically Supervised Injecting Center (o MSIC, centro per il consumo con supervisione medica), una svolta fondamentale per migliorare i servizi di riduzione del rischio legato al consumo di droga nel paese.

Dall’estate scorsa, l’Ana Liffey Drug Project (ALDP) sta lavorando in collaborazione con il Voluntary Assistance Scheme presso il Consiglio dell’ordine degli avvocati irlandese a un progetto legislativo che, emendando l’attuale legislazione, permetterebbe l’apertura del primo MSIC a Dublino. La legge irlandese in materia di droga, che si rifà al Misuse of Drugs Act del 1977, impedisce al momento l’introduzione in Irlanda di questo tipo di strutture.

Il Direttore dell’ALDP Tony Duffin, intervistato da TalkingDrugs per email, spera che il progetto di legge sia pronto per la fine di marzo, e afferma che l’organizzazione “si sta impegnando intensamente con le persone, compresi i politici, per quando riguarda la proposta di legge, e il clima [verso il MSIC] è sicuramente più positivo rispetto a qualche anno fa.”

I MSIC sono strutture sanitarie professionali che permettono a coloro che consumano droghe per via iniettiva di farlo in uno spazio sicuro e igienico. Il primo centro di consumo al mondo è stato aperto in Svizzera nel 1986. Da allora altri paesi hanno seguito l’esempio, tra cui i Paesi Bassi, la Spagna, il Canada, l’Australia e la Danimarca. Questi centri non solo aiutano a ridurre considerevolmente il tasso di trasmissione dell’AIDS e di altri virus tra i consumatori di droghe iniettive (o IDU) – basti pensare che tra il 1993 e il 2006 i nuovi casi registrati di AIDS tra gli IDU in Svizzera è sceso da 498 a 61 – ma eliminano quasi completamente il rischio di overdose fatale, come dimostra il MSIC di Vancouver in Canada (aperto nel 2003) dove non si è mai registrata una morte per overdose.

Come specificato nel suo piano strategico 2015-2017, l’ALDP sta cercando anche di garantire l'introduzione di un Low Threshold Residential Stabilization Service (o LTRSS), un servizio che permetterebbe di affrontare la questione del consumo di droga problematico a 360 gradi. Ogni giorno una persona muore per overdose in Irlanda, un dato che rappresenta il terzo più alto tasso di decessi per overdose pro capite in Europa.

“Il consumo di droga è qualcosa che non scomparirà con il tempo, è un problema che va gestito, non risolto,” secondo Duffin.

Come sottolinea Duffin, “l’efficacia dei centri di consumo si basa su prove concrete, ed è per questo che l’ALDP sta spingendo per l’introduzione di un centro a Dublino. Questo aiuterebbe la città ad affrontare alcuni dei problemi legati al consumo di sostanze, come il consumo di droga in luoghi pubblici e lo smaltimento delle siringhe. Credo che sempre più persone si stiano rendendo conto della necessità di intervenire in questi termini.”

Dopo un periodo particolarmente difficile dal punto di vista finanziario, legato in parte alla crisi economica, l’ALDP “sta sviluppando un piano di raccolta fondi ad hoc” che consentirà di portare avanti entrambi i progetti, sia il LTRSS che il MSIC, appoggiandosi su fondi provenienti da fonti diverse.

A prescindere dalle implicazioni legislative ed economiche legate all'apertura del centro, l’ALDP deve fare i conti con lo scetticismo degli abitanti di Dublino. Ma, nonostante le prime reazioni contrastanti riguardanti la proposta, Duffin è convinto che i tempi siano maturi per un cambiamento:

“Negli ultimi tempi il clima è cambiato e sono sempre di più le persone che reputano il centro una buona idea. È significativo che alcuni esercizi commerciali nel centro città stiano dando il loro sostegno. Anche i politici e gli stakeholder sembrano aperti all’idea. È normale che ci sia un po’ di scetticismo tra la gente perché l’idea non è così intuitiva. Ciononostante, è nostro compito fornire dei servizi basati su prove e non basati sull’intuizione, e le prove che questi centri possano migliorare la situazione di Dublino ci sono, e sono schiaccianti.”

Certo c’è ancora molto da fare, ma i primi passi fatti dall’ALDP per migliorare i servizi di riduzione del rischio e la vita delle persone tossicodipendenti in Irlanda, sono molto incoraggianti.