La Scozia è ora il Paese dell’UE con il più Alto Numero di Morti Legate al Consumo di Droga

In Scozia le morti legate al consumo di droga hanno raggiunto il numero più alto mai registrato, e potrebbe essere addirittura il più alto dell’UE. Questo dato allarmante sottolinea l’urgente bisogno di introdurre misure di riduzione del danno, quali la creazione di locali di consumo controllato.

I dati pubblicati il 15 agosto dall’Archivio Nazionale della Scozia suggeriscono che il paese abbia ora raggiunto il numero più elevato di morti legate alle droghe rispetto a qualsiasi altro paese dell’Unione Europea. In tutta la Scozia, secondo quanto riferisce il rapporto, nel 2016 sono morte per motivi di droga 160 persone per milione di abitanti, a fronte delle circa 65,8 morti per milione di abitanti registrate in Inghilterra e Galles, e alla media europea di 20,3 morti per milione di abitanti. L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze stima che il secondo paese dell’UE con il più alto numero di morti legate alle droghe sia l’Estonia, con 102 morti per milione di abitanti tra la popolazione adulta.

In Scozia le morti relazionate al consumo di droga continuano ad aumentare a un ritmo senza precedenti; tra il 2015 e il 2016, il numero è cresciuto del 23 per cento, raggiungendo i 867 morti – la cifra più alta mai registrata. Oltre il 54 per cento di queste morti è riconducibile all’uso di eroina e morfina.

Nonostante il numero delle morti per droga sia aumentato in tutte le fasce d’età, l’incremento più significativo si è verificato tra la popolazione più anziana. Tra il 2000 e il 2016, le morti tra la popolazione di età compresa tra i 45 e i 54 anni sono aumentate da 16 a 213; tra la popolazione di età compresa tra i 55 e i 64 anni le morti sono aumentate da 3 a 66. L’età media delle morti legate al consumo di droga in Scozia ha continuato a crescere negli ultimi vent’anni, passando dai 28 anni nel 1996, ai 34 nel 2006, fino ai 41 nel 2016.

Questo gruppo di persone più anziane, soprannominato la Trainspotting generation, continuano a morire in gran numero, senza che le loro morti suscitino particolare attenzione mediatica o politica. Niamh Eastwood, direttrice esecutiva di Release, il centro di consulenza in materia di droghe e leggi antidroga del Regno Unito, ha dichiarato che “se un uomo di 40 anni che vive in miseria e povertà muore, questo non farà notizia. Questo gruppo è incredibilmente emarginato e le loro morti non sembrano suscitare il minimo interesse”.

Per tentare di ridurre il crescente numero di morti tra le persone che fanno uso di eroina e morfina, in particolare i gruppi più poveri ed emarginati, è stata disposta l’apertura di un locale di consumo controllato a Glasgow. Questi locali permettono di salvare vite poiché le persone che fanno uso di droghe vengono supervisionate da personale medico competente che mette a disposizione dispositivi sterili per le iniezioni, offre consigli per ridurre il danno e – in caso di necessità – somministra il naloxone, un antidoto contro l’overdose. Non ci sono casi documentati di morti per overdose in nessun locale di consumo controllato del mondo.

I locali di consumo controllato rappresentano un notevole vantaggio anche per chi non fa uso di droghe, in quanto riducono la presenza degli scarti della droga nelle strade, riducono la diffusione di malattie infettive come l’HIV, favoriscono un più ampio accesso ai servizi d’emergenza, e permettono alla polizia di concentrarsi sui reati più gravi.

La scelta di istituire a Glasgow il primo locale di consumo controllato di tutta la Scozia non è casuale. L’area del Greater Glasgow and Clyde NHS Board[1] conta il più alto numero di morti per droga rispetto a qualsiasi altro consiglio regionale dell’NHS (Servizio Sanitario Nazionale), un triste primato rimasto costante negli ultimi dieci anni. Sebbene in questa regione si concentri il più alto numero di abitanti di tutta la Scozia, non è questa la ragione del suo primato. È anche l’area con la percentuale più alta di morti legate al consumo di droga, con 170 morti per milione di abitanti tra il 2012 e il 2016.

A Glasgow la maggior parte delle morti causate dalle droghe, 225 su un totale di 275, si ricollegano all’uso di oppioidi – con 195 morti causate da eroina, morfina, metadone, o buprenorfina. Questi dati illustrano ancora più chiaramente l’importanza della prossima apertura del locale di consumo controllato nella città di Glasgow, così come sottolineano il bisogno di altre strutture di questo tipo in Scozia.

Nonostante anche l’Inghilterra e il Galles stiano sperimentando un’emergenza sanitaria legata alle morti per droga, la situazione in Scozia è decisamente peggio. La futura introduzione del locale di consumo controllato a Glasgow attenuerà alcuni dei danni che le droghe – in particolare gli oppioidi – possono provocare, ma è necessario introdurre anche un pacchetto più vasto di misure di riduzione del danno. Inoltre, la situazione è esacerbata dalla costante criminalizzazione di chi fa uso di droghe, visto che il pregiudizio nei loro riguardi li dissuade dal cercare aiuto o consiglio.

Le autorità in Scozia e in altre parti del Regno Unito, farebbero meglio a considerare l’approccio del Portogallo che nel 2001 ha depenalizzato il possesso di tutte le droghe, e che ora conta un tasso di mortalità correlata all’assunzione di droghe pari a 5,8 – uno dei più bassi d’Europa.

 


[1] N.d.T.: Il Greater Glasgow and Clyde NHS Board è una delle 14 aziende sanitarie che compongono il Servizio Sanitario Nazionale della Scozia.