Melbourne, cresce il sostegno a favore dell’apertura di un centro di iniezione controllata

Il numero di morti per eroina in Australia è cresciuto fino a raggiungere livelli che non si registravano più dagli anni ’90. Questo dato ha spinto a chiedere l’apertura di un centro di iniezione controllata (SIF*) nella città di Melbourne.

In risposta alla crisi, continua a crescere il sostegno a favore dell’attuazione di un programma pilota, della durata di dodici mesi, per un centro di iniezione controllata nel quartiere di Richmond, punto nodale per il traffico di eroina a Melbourne. Le richieste di apertura del centro che giungono dal Coroner dello Stato di Victoria, da politici appartenenti a partiti minori, dagli esperti di politica e dalla comunità medica si uniscono al crescente sostegno dei residenti locali e dei commercianti a favore dell’iniziativa.

Se il programma pilota dovesse essere attuato, il centro di iniezione controllata di Richmond sarà il secondo nel suo genere in Australia, insieme al SIF di Sydney che opera nel distretto di Kings Cross. Dalla sua apertura nel 2001, il SIF di Kings Cross ha gestito più di 6.000 casi di overdose senza che ci sia stata neanche una vittima. Il numero delle siringhe abbandonate per strada è diminuito, così come l’incidenza di virus a trasmissione ematica tra le persone che fanno uso di droga per via iniettiva.

Come uno degli oltre 90 centri di iniezione controllata operanti in tutto il mondo, il successo del centro di Kings Cross contribuisce a dar prova di come i danni relativi all’uso di droghe possano essere affrontati ricorrendo a un approccio orientato verso la salute, piuttosto che a uno punitivo.

Nonostante il successo del SIF di Kings Cross, il governo laburista dello Stato di Victoria – guidato dal primo ministro Daniel Andrews – continua a opporsi all’attivazione di un programma pilota a Richmond. Spesso ritratto come il premier più progressista dell’Australia, tuttavia Andrews si oppone da tempo all’apertura di qualsiasi genere di SIF a Melbourne, dopo essere stato eletto nel 2014 con una rigida politica contro le stanze di iniezione. Nel settembre 2017 è stata effettuata un’indagine parlamentare volta a presentare i potenziali benefici di un programma pilota ma, nonostante il forte sostegno espresso dalla maggioranza, alla fine è naufragato l’intento di avviare un periodo di prova per il SIF.

Per quanto frustrante possa essere per i sostenitori del programma, non è un risultato inaspettato. Si tratta infatti di una mossa dei laburisti per cercare di rafforzare l’immagine del partito – percepito come incapace di far applicare la legge – per consolidare i consensi al governo. Il rifiuto di attuare il programma pilota è giunto pochi mesi dopo che il governo aveva annunciato l’introduzione di 3.100 nuovi ufficiali di polizia. L’opposizione del governo al SIF potrebbe perciò essere un espediente politico dovuto al timore di essere considerati “troppo indulgenti nei confronti della criminalità”, il che potrebbe aiutare a racimolare voti, ma a spese della vita di molti. Se il governo non agirà il prima possibile, il numero annuale di morti per overdose supererà presto il numero delle vittime per incidenti stradali.

Tuttavia, c’è ancora speranza che il programma pilota venga attuato, e tale speranza è rappresentata dal Greens Party che concorre contro il Labor Party per il consiglio comunale di Richmond alle elezioni del 2018. Con i sondaggi che danno i due partiti testa a testa, il pericolo di perdere Richmond potrebbe essere sufficiente per convincere il partito laburista a rivedere la propria posizione e dare il via al programma pilota.

 

*“SIF” acronimo inglese che sta per “Supervised Injection Facility”, ovvero “centro di iniezione controllata”