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Il successo dell'approccio comunitario al naloxone in Italia

La fornitura di naloxone da parte dei servizi di riduzione del danno basati sulla comunità, come avviene in Italia, è molto importante per ridurre i danni delle droghe oppioidi, suggerisce un rapporto.

Il naloxone è un farmaco che blocca gli effetti degli oppioidi ed è stato spesso definito un "antidoto contro il sovradosaggio". È un farmaco salvavita, e lo è incluso sull'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Elenco di farmaci essenziali, "i farmaci più efficaci, sicuri ed economici" che tutti i sistemi sanitari dovrebbero fornire.

Il naloxone è disponibile nelle farmacie italiane, senza ricetta, dal 1996, ed è stato fornito al pubblico dai servizi di riduzione del danno in Italia sin dal 1991. Queste ultime disposizioni, suggerisce un recente rapporto, sono fondamentali per ridurre i potenziali danni degli oppioidi.

Prevenire le morti per overdose da oppioidi (PDF) è stato recentemente pubblicato da Foro Droghe, un'associazione italiana di individui e organizzazioni coinvolte nella riforma delle politiche sulle droghe e nella riduzione del danno. Il rapporto dimostra che i servizi di riduzione del danno basati sulla comunità, piuttosto che le farmacie, sono stati i più efficaci nel mettere il naloxone nelle mani di individui e gruppi che ne hanno bisogno in Italia.

Nonostante sia obbligatorio per tutte le farmacie italiane immagazzinare naloxone, "le farmacie non hanno un ruolo rilevante nel modello [take-home naloxone] in Italia", afferma il rapporto. Ciò è dimostrato in modo più marcato dagli input forniti da persone che fanno uso di droghe.

I ricercatori di Forum Droghe hanno intervistato 204 persone provenienti da tutta Italia che hanno affermato di aver "usato un oppiaceo almeno dieci volte negli ultimi dodici mesi". Tra tutti gli intervistati, solo una persona ha affermato di aver "acquistato naloxone in farmacia come loro normale prassi", mentre solo quattro hanno affermato di aver mai acquistato naloxone in farmacia. Al contrario, l'84% degli intervistati ha affermato che le loro fonti regolari di naloxone erano servizi locali di riduzione del danno.

Uno dei motivi di questa variazione potrebbe essere che c'è un costo per ottenere il naloxone dalla farmacia, in giro € 3.50 a fiala, mentre i servizi di riduzione del danno forniscono il farmaco gratuitamente. Forum Droghe raccomanda alle autorità italiane di abolire questa tassa farmaceutica.

Forse più significativamente è l'esperienza che le persone che cercano il naloxone hanno quando entrano in una farmacia. Secondo il rapporto, le persone che fanno uso di droghe spesso si sentono "oggetto di sfiducia, stigma e alienazione" quando interagiscono con i farmacisti.

Secondo un individuo intervistato, i farmacisti "non vogliono che i tossicodipendenti siano d'intralcio e non ti daranno [naloxone] o dicono che non ce l'hanno... comunque molte persone non sanno nemmeno di [farmacie che forniscono naloxone]".

Il rapporto afferma che all'interno del sistema sanitario pubblico italiano c'è il rischio di una visione riduzionista del consumo di droga che non tiene sufficientemente conto di tali aspetti sociali e culturali della questione.

È qui che i servizi di riduzione del danno basati sulla comunità svolgono un ruolo tanto necessario. Tali servizi trattano i propri clienti come individui le cui competenze possono essere sviluppate, afferma il rapporto, promuovendo al contempo "empowerment, responsabilità e apprendimento sociale". È questa promozione dell'istruzione e della salute, piuttosto che l'astinenza, che è fondamentale per un'efficace strategia di riduzione del danno.

Forum Droghe ha rilevato che nel 90% delle situazioni in cui il naloxone è stato distribuito dai servizi di riduzione del danno, è stato fatto attraverso una sessione individuale. La fornitura del medicinale era accompagnata da informazioni sul metodo di somministrazione, sulla quantità da somministrare e da altri consigli, come l'importanza di chiamare i servizi di emergenza e di assicurarsi di non usare mai un oppioide quando si è soli.

Fornire tali informazioni è vitale per incoraggiare un comportamento più sicuro e ridurre la probabilità di un'overdose fatale.

Sebbene l'importanza del naloxone da banco nelle farmacie non debba essere sottovalutata, l'esperienza italiana indica che i servizi di riduzione del danno basati sulla comunità sono essenziali. Sembra che tali servizi dovrebbero essere estesi in tutti i paesi e le giurisdizioni che cercano di ridurre le overdose da oppioidi.

Le conclusioni di questa relazione dovrebbero anche servire a informare la fornitura di naloxone nelle farmacie; tali luoghi non devono essere pensati come un mero punto di vendita, ma piuttosto come un importante punto di interazione in una rete sanitaria e socio-educativa globale e olistica.  

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