Trump ricatta la Colombia sotto la guisa della guerra alle droghe, afferma il Presidente boliviano

Il Presidente Trump con il Presidente Colombiano Juan Manuel Santos nel Maggio 2017

Il Presidente Trump con il Presidente Colombiano Juan Manuel Santos nel Maggio 2017 (Fonte: Casa Bianca)

Il  Presidente Trump ha minacciato di sanzionare la Colombia per non essere riuscito a prevenire il traffico di cocaina, ma il leader boliviano Evo Morales dichiara che si tratta di una copertura per minare il nuovo accordo di pace in Colombia.

Il 13 Settembre, la Casa Bianca ha pubblicato il suo annuale la determinazione del Presidente sul traffico di droghe pesanti o i paesi che producono il numero più alto di droghe pesanti.

In questo documento, il Presidente Donald Trump minaccia di designare la Colombia come “un paese che non è riuscito ad aderire ai suoi obblighi sotto accordi internazionali per il controllo dei narcotici a causa della straordinaria crescita delle coltivazioni e della produzione di coca negli ultimi 3 anni”.

Secondo il Foreign Relations Authorization Act degli USA, se un Presidente designa un paese come “un paese che ha chiaramente fallito nel suo obiettivo di lotta alla droga, gli Stati Uniti limiteranno immediatamente aiuti finanziari o logistici verso tale paese.

La produzione di cocaina è aumentata significativamente in Colombia, un paese considerato da molti come quello più “americano” fra i paesi dell’America Latina. All’inizio di quest’anno, la Casa Bianca  ha riportato che il tasso di coltivazione della coca è aumentato del 18% fra il 2015 e il 2016.

Nonostante la crescita, si pensa che le minacce di Trump non siano dovute alle coltivazioni di coca, ma piuttosto legate al desiderio di minare il processo di pace in corso fra il governo Colombiano e le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC). Il FARC, movimento guerrigliero di sinistra, classificato dal governo statunitense come un’organizzazione terroristica, ufficialmente ha messo fine alle ostilità contro il governo nel Giugno 2017 ed è diventato un partito politico.

Il Presidente Boliviano Evo Morales ha denunciato gli Stati Uniti per “ricatto” con le sue minacce, durante uno discorso tenuto nella città di Cochabamba. Lui afferma che Trump minacciò di ritirare fondi e supporti alla Colombia perché si opponeva ai recenti accordi di pace fra il governo e il FARC.

Morales discute sul fatto che gli USA segretamente vorrebbero ancora violenza in Colombia, così da giustificare un incremento della presenza militare nel paese e nei paesi vicini.

In una serie di tweet del 14 Settembre, il Vice Presidente Colombiano Oscar Naranjo affermò che il suo governo lavorava duramente per ridurre il traffico di droga e per combattere la mafia e debellare o sostituire piantagioni illecite. Lui ha spinto le autorità statunitensi a collaborare con la controparte colombiana per assicurare la soppressione del commercio di droga.

Intanto, il Ministro della Difesa Luis Carlos Villegas ne approfittò per vantarsi della bravura delle autorità colombiane dedite al controllo dei narcotici: “per ogni tonnellata presa dagli USA noi prendiamo 44, con un millesimo della capacità militare, poliziesca e giudiziale che ha il paese,” ha dichiarato.  

Questa non è la prima volta che differenze di opinione sono sorte fra i due paesi riguardo le recenti politiche legate alla droga. Come ha riportato TalkingDrugs a giugno, l’amministrazione Trump sta spingendo la Colombia a reintrodurre l’eradicazione delle piantagioni di coca tramite le fumigazioni aeree, nonostante gli scienziati abbiano affermato che si tratta di una pratica “probabilmente cancerogena per gli umani”.

Bisogna ancora vedere se Trump darà seguito alle sue minacce, ma la Colombia probabilmente dovrà fare delle concessioni – politiche o logistiche – se cerca un supporto continuo degli USA per la sua guerra alla droga.